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U.S.A. Fly & Drive
U.S.A. Fly & Drive
Viaggio "On the road" nei luoghi più iconici del North-East americano

20/08/25 Mercoledì Venezia - New York

Partiamo di mattina con il tempo un po' incerto; durante il percorso da casa all'aeroporto la pioggia si intensifica, ma poco ci importa, poiché stiamo per lasciare l'Italia.

Le formalità doganali e controllo bagagli si svolgono piuttosto velocemente,  quindi ci ritroviamo in notevole anticipo rispetto all'orario di imbarco. I tempi di attesa sono sempre dei momenti vuoti, ma il pensiero alla vacanza che ci aspetta li rende comunque intensi.

Il volo da Venezia a New York è diretto e trascorre piacevolmente. Anche all'arrivo a JFK i controlli all'immigrazione si svolgono inaspettatamente in modo veloce, quindi anticipiamo il transfer per Manhattan. Peccato che invece la pioggia intensa e il traffico dell'ora di punta accentuato da lavori in corso, rendano il trasferimento interminabile e stancante: 2 ore per arrivare in hotel. Stanchi morti ce ne andiamo quasi subito a dormire. E questa è la nostra prima notte a New York.


21/08/25 Giovedì New York

Non avendo cenato ed accusando ancora gli effetti del jet lag, siamo tutti svegli di prima mattina, così alle 6:29 (in minuto prima dell'apertura) siamo già davanti alla sala colazioni (fredda e gelida dall'aria condizionata sparata a manetta).

Rinfrancati da una lauta colazione e per niente scoraggiati dalle nuvole minacciose che coprono il cielo ci avventuriamo a piedi alla scoperta della città.

Avevamo acquistato precedentemente il ticket per il ferry che da Battery Park porta a Liberty Island ed Ellis Island. Per giungere a Battery Park camminiamo sotto i ponti e lungo i pontili. Il vento freddo si insinua sotto la giacca, le nuvole basse e scure sembrano quelle di una giornata autunnale, ma per fortuna non piove.

Ci imbarchiamo sul traghetto. La prima tappa ci porta alla Statua della Libertà, che ci dà il benvenuto a New York. Poi Ellis Island, con il suo ricco museo dell'immigrazione, ci riporta ai tempi in cui i primi immigranti giunsero qui da ogni dove per trovare fortuna. Molti di loro ci riuscirono, molti vennero respinti o detenuti, tutti rigorosamente catalogati e registrati.  Si possono cercare i propri antenati qui: https://heritage.statueofliberty.org/



Ritornando sulla terra ferma ci dirigiamo verso il Financial district, super affollato, e il 9/11 Memorial, sempre molto toccante e suggestivo.

Tra le fronde degli alberi spuntano alcuni raggi di sole e finalmente le nuvole si diradano e i grattacieli tutto intorno cominciano a brillare e a riflettere tutti i colori del cielo.

Giungiamo davanti al One World Observatory Building: non ci pensiamo due volte: decidiamo di entrare e salire al 102mo piano dell'osservatorio. Il corridoio di accesso agli ascensori ci accoglie preparandoci a ciò che vedremo. E l'aspettativa non viene disattesa. 47 secondi di escursione e si aprono le porte su una visuale a 360 gradi sulla città. AMAZING.

Esperienza davvero entusiasmante, una guida inoltre spiega la storia e la geografia di New York, rendendo l'esperienza ancora più coinvolgente. Non vorremmo scendere più,  ma ci rendiamo conto che il tempo passa e abbiamo ancora molto da visitare.

Raggiungiamo il mitico ponte di Brooklyn e lo attraversiamo giungendo dall'altra estremità. È ormai tardo pomeriggio e dopo aver mangiato qualcosa seduti al tavolino in una piazzetta di Brooklyn, ci dirigiamo verso la baia da dove al tramonto i grattacieli assumono gradualmente i colori dal giallo al rosso, fino alle luci riflesse della città tutto intorno. Una delle immagini più belle che di sicuro rimarrà impressa nei nostri ricordi. A malincuore rientriamo in hotel, stanchi ma appagati.


22/08/25 Venerdì New York

Dopo colazione, in metro, raggiungiamo Roosvelt Island, sulla East Side, da cui prenderemo una teleferica che ci riporterà a Mid-Town Manhattan.

Roosevelt Island è per me una rivelazione. Quartiere tranquillo, palazzi moderni e strade ben curate; famiglie di oche passeggiano tra le aiuole beccando qua e là tra l'erba. Il lungomare offre una splendida visuale sui grattacieli di Mid-Town, tra cui spicca il palazzo di vetro delle Nazioni Unite.

Ritorniamo dunque a Manhattan e passeggiamo tra la 53.ma e la 34.ma ammirando ed assaporando il cuore e gli angoli più iconici della Grande Mela.

Visita al MOMA, il museo d'arte moderna. Picasso, Pollok, Mondrian, De Chirico, ma anche Van Gogh e Monet.

Ritorno verso la 34.ma e cena da Smith's, ottima cena all'americana a base di hamburger e birra; passeggiata nel vicino Madison Park.


23/08/25 Sabato New York

Con la metro F e poi la C giungiamo a Central Park, all'altezza del Natural History Museum,  uno dei musei newyorchesi più famosi ed interessanti. Io l'ho già visitato,  così mi immergo nel parco e scopro degli angoli nascosti incantevoli. Uno in particolare sembra essere lì ad aspettarmi: una panchina in legno,  sulla sponda di un laghetto solcato da qualche barca a remi, e circondato dal verde in primo piano e dai grattacieli sullo sfondo: la pace assoluta!

Difficile lasciare questo luogo, ma c'è ancora molto da fare e da vedere.

Anche se sono già stata a New York, il solo fatto di ritrovarmici in una stagione diversa mi regala l’emozione di scoprirla come se fosse la prima volta.

Ora è tempo di spostarsi verso la West Side, non prima di inoltrarsi attraverso i sentieri pedonali di Central Park.

Qualcosa di anomalo cattura la nostra attenzione osservando il cielo: le nuvole non sono semplici nuvole bianche, ma sono delle scritte! Ci guardiamo intorno e scopriamo che degli aerei in formazione stanno lasciando la scia scrivendo delle lettere e frasi, che tuttavia ci sembrano senza senso.

In autobus raggiungiamo Chelsea Market, un tripudio di locali, di persone e sapori. Optiamo per un fugace pranzo mediterraneo, la Pita, condita con verdure, uova e salsa piccante. Siamo vicini a Pier 57, sul fiume Hudson, dove troviamo Little Island, una costruzione simile a moderne palafitte. Simulano i tasti di uno xilofono, davvero suggestivo.

In cima si ammira uno splendido panorama sul fiume Hudson, che separa Manhattan da Jersey City. Da quì, attraversando la strada, si accede alla alla High Line, un percorso pedonale rialzato,  costruito sul tracciato di una vecchia linea metropolitana. Passeggiare qui, tra i palazzi residenziali più esclusivi ed affascinanti,  immersi in una ricca e curata vegetazione, è un'esperienza rilassante ed appagante. La fine del percorso ci conduce ad Hudson Yard e davanti a noi si staglia l'imponente costruzione in acciaio color rame di The Vessel, un'opera architettonica davvero avveniristica.

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La passeggiata si conclude in zona Times Square, dove si riversa un fiume di gente, anzi la folla inizia  già prima del Madison Square Garden, da parte dei fan di Lady Gagà che pare si esibisca qui questa sera.

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Io invece questa sera sono al Neal Simon Theatre per assistere al "MJ The Musical". Erano anni che aspettavo questo momento: uno spettacolo a Broadway!  e che spettacolo! Un musical su Michael Jackson davvero entusiasmante che si conclude con una standing ovation per i tre attori che interpretano magistralmente il del Re del pop.



24/08/25 Domenica New York - Mansfield

Da oggi inizia il nostro viaggio "on the road". Check out e partenza in metro verso l'aeroporto, dove prenderemo l'auto a noleggio.  Si tratta di una Jetta Wolkswagen, speravamo ci consegnassero una Toyota Camry, qui molto diffusa... pazienza.

Prendiamo l'Interstate 95 Nord  direzione Boston, e con il traffico altalenante, dopo circa 5 ore, soste incluse, giungiamo a Mansfield, dove alloggeremo per le prossime due notti.  Ma è ancora presto, quindi un giro esplorativo a Plymouth è d'obbligo. Questo è il luogo in cui nel 1620 la Mayflower approdò con i suoi primi coloni, infatti ritroviamo una sua riproduzione. Ammiriamo così il tramonto sul mare e ceniamo in un ristorante messicano a base di tacos.

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25/08/25 Lunedì Boston

Giornata dedicata all'esplorazione di Boston. Decidiamo di parcheggiare l'auto in un garage, così siamo liberi di muoverci. Su consiglio della guida Lonely Planet seguiamo il Freedom Trail percorso tracciato da 2 file di mattonelle rosse sui marciapiedi che collegano le attrazioni storiche  di Boston, dai Public Gardens, giardini bellissimi e ben curati,  con fiori che sembrano essere appena stati messi a dimora. L'importanza storica di questi luoghi è data dal fatto che quì i padri fondatori lottarono per l'indipendenza.

Passeggiare tra le vie della città è piacevole perché si è circondati da edifici di fine Settecento armoniosamente incastonati tra palazzi e grattacieli moderni.

Giungiamo al Quincy Market, un tripudio di specialità culinarie provenienti da ogni dove. Ci ritorneremo più tardi, è ancora presto per pranzare. Prendiamo quindi la metro ed andiamo ad Harvard, per il solo accesso al parco ovviamente,  in quanto per la visita all'intero complesso avremmo dovuto prenotare in anticipo. Il quartiere tutto intorno è molto ben curato.

Boston ha sicuramente molte attrattive, ma è anche una città da vivere, a misura d'uomo. Giungendo al Boston Harbour la vicinanza del mare ci fa venire voglia di andare a Cape Cod, meta che avevamo inizialmente abbandonato per mancanza di tempo. Ma tutto sommato abbiamo calcolato che si può fare, così recuperiamo l'auto, attraversando a piedi la zona dei teatri, e ci rimettiamo alla guida. Giungiamo al faro di Nobska proprio al tramonto, e un senso di libertà ci assale.

 

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Non vorremmo più lasciare questo promontorio, puntellato da villette in legno immerse nel verde, invidiandone la splendida vista sull'oceano. È già abbastanza tardi e qui i ristoranti chiudono presto, così optiamo per qualcosa di pronto presso Whole Foods, una catena di supermercati che offrono anche cibi pronti a base di prodotti freschi e genuini, che abbiamo imparato a conoscere e frequentare durante il soggiorno a New York.


26/08/25 Martedì Mansfield-Syracuse

Oggi si preannuncia una lunga giornata di guida: dobbiamo raggiungere Syracuse, circa 450 miglia, ed è una splendida giornata di sole. Decidiamo di fare prima una tappa a Providence,  che l'altro ieri avevamo solo attraversato senza fermarci. Imponente il Palazzo della State House, la "Capitol Hill" del Rhode Island, con libero accesso al pubblico.

La città è un sali-scendi di viuzze che si affacciano sulle strade principali. Providence è anche la sede di un'altra rinomata università,  la Brown University.

Un'altra deviazione prima di dirigerci a Syracuse. Vorremmo arrivare a Bethel, meglio nota per la sua Woodstock stage area, dove nell'agosto del 1969 si svolse il più grande concerto della storia: quasi mezzo milione di persone si riunirono qui al motto di Peace and Love.

Bethel è una zona di campagna, con qualche fattoria e una serie di casupole sparse, francamente dall'aspetto trasandato, una chiesa metodista e una chiesa presbiteriana. Abbiamo incrociato uno scuolabus giallo con le scritte in ebraico e delle famiglie ebree ultra ortodosse, i Chassidici, identificabili per i loro tipici cappelli neri da cui fuoriescono due ciocche di riccioli.

Riprendiamo il tragitto. La strada si inerpica tra le colline, il sole si alterna alle nuvole, e all'improvviso ci attraversano tre cerbiatti. Ne troveremo altri lungo il ciglio della strada, segno che qui pascolano liberamente.

Stiamo costeggiando il fiume Delaware, che segna il confine tra lo stato di New York e la Pennsylvania, finché notiamo spiccare dalla vegetazione un ponte in ferro rosso, si tratta del Kellams Bridge. Anche qui uno stop per una foto è d'obbligo, bellissimo e molto suggestivo.

La strada è ancora lunga e siamo un po' stanchi. Finalmente giungiamo al motel precedente prenotato, che lascia molto a desiderare,  ma il bisogno di riposare ha il sopravvento su tutto.



27/08/25 Mercoledì Syracuse-Erie

Dopo un sonno ristoratore ci vuole una lauta colazione. Poco lontano si trova Denny's, ottimamente recensito per le sue colazioni tradizionali, ed effettivamente è così: sontuosi pancakes,  croccante bacon, uova fritte e frutta fresca. Con questa colazione saremo sazi fino a sera!

Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Buffalo, Niagara Falls! Lasciata l'auto nell'ampio e gratuito parcheggio dietro il casinò, ci incamminiamo verso il Niagara State Park, attorniati da negozi di souvenir e bancarelle di street food dagli odori speziati di cucina indiana. In lontananza il fragore dell'acqua che scorre, che mano a mano che ci avviciniamo diventa sempre più forte, accompagnato da una leggera pioggerellina...

Siamo di fronte ad uno spettacolo impressionante ed immersivo di forza della natura. Le nuvole di gocce d'acqua che si ergono dalla cascata, si riversano su di noi sotto forma di nebbia pungente, e i raggi del sole si insinuano formando un vibrante l'arcobaleno. Semplicemente magnifico!

Di fronte a noi, sulla sponda opposta del Niagara river, oltre il Rainbow Bridge c'è il Canada. Lo attraversiamo a piedi (1USD toll) e così possiamo ammirare le cascate anche dal lato canadese, in tutta la loro bellezza e maestosità.

Stanchi ma felicemente appagati da tanta bellezza riprendiamo la strada verso il nostro prossimo alloggio ad Erie, non prima di una breve sosta a Buffalo, una città che ci si presenta quasi deserta, ed una cena al Charlie's boat Yard, lungo il lago Erie, al tramonto.

E finalmente in motel ci addormentiamo in un sonno profondo e ristoratore.



28/08/25  Giovedì Erie

Questa mattina non siamo molto fortunati nella ricerca di un bar per la colazione: finiamo con un take away consumato in una panchina, della serie: "la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

Siamo vicini al Erie warf, un molo costruito nell'800, in seguito alla costruzione del canale di collegamento con il fiume Mississippi, che ha permesso di collegare Erie ed il suo lago al resto del mondo.

Dopo circa un'ora e mezza di macchina giungiamo a Cleveland, Ohio.

Il centro città si delinea all'orizzonte; ormai abbiamo imparato a riconoscere la city hall, perché è molto somigliante a quella di altre città che abbiamo attraversato fin'ora. Ma qui siamo sulle rive di uno dei Grandi Laghi americani, il lago Erie, grande almeno quanto la nostra Pianura Padana, da Venezia a Pinerolo! lo si vede dalla maestosità delle onde e dal vento: sembra di essere in mezzo all'oceano!

Peccato che il meteo non sia a nostro favore, fa freddino e le nuvole minacciano pioggia, che non tarda ad arrivare anche quando ci rechiamo alla Headline Dunes state nature preserve, da cui si ammira il faro di Fairport Harbor West. Oltre a stormi di uccelli che volteggiano trasportati dal vento, notiamo anche una marmotta fare capolino dalla vegetazione.

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29/08/25 Venerdì Erie-Frederick

Colazione a base di dolcetti vari, frutta, succo di frutta acquistati ieri da Walmart e consumati in motel. La temperatura è di circa 13° , ma per fortuna non piove. Procediamo in direzione sud; prossima tappa: Pittsburgh.

Lo skyline tipico delle grandi città americane inizia a profilarsi all'orizzonte. Parcheggiamo l'auto ed iniziamo la nostra passeggiata esplorativa.

Ad ogni incrocio, dalle auto con i finestrini abbassati proviene musica rap, e all'interno conducente e passeggeri si muovono al ritmo della musica.

La città si snoda tra le anse dei fiumi Allegheny e Monongahela, che confluiscono poi sul fiume Ohio. È una città vivace, con il il quartiere del mercato, dove la musica non manca, e la nuova piazza centrale in fase di ricostruzione, dietro ad un edificio di specchi che simula una cattedrale moderna di pianta quadrata.

Le steamboat tradizionali solcano il fiume passando sotto i ponti in ferro. Salendo verso le colline, a sud, si apre un panorama mozzafiato sui grattacieli sottostanti, riflessi sul fiume. In questa posizione, con questa splendida visuale, ci si aspetterebbe di trovare un quartiere signorile, o comunque benestante, invece si susseguono casupole a schiera un po' trasandate. L'immagine generale della città resta comunque molto piacevole, a misura d'uomo.

Riprendiamo la strada verso sud. Ci troviamo sulle rive del Potomac, al confine tra Maryland e West Virginia. Ci fermiamo a Cumberland, attirati da un treno storico in partenza dalla stazione per un viaggio turistico al tramonto. Sembra ci sia una sagra in questa simpatica cittadina. Ci fermiamo per cena, assaporando delle ribs & chips molto buone.

Giungiamo poi a Frederick,  nell'alloggio che ci ospiterà per gli ultimi 4 giorni.


30/08/25 Sabato Washington

Prima tappa Museo aerospaziale Udvar Hazy. Fa parte del complesso museale Smithsoniano, che include una serie di musei di Washington ad accesso gratuito. Questo è famoso per ospitare il Discovery Shuttle,  l'Enola Gay, un esemplare di Concorde, e un'infinità di altri veivoli militari e civili.

Giungiamo in centro a Washington, cominciando la visita dall'Obelisco del Washington Monument. Da qui si intravedono le bandiere della Casa Bianca. Attraversiamo il parco e la strada e giungiamo di fronte al lato sud della White House, ma non facciamo in tempo ad avvicinarci che la polizia in bicicletta ci esorta a lasciare il parco immediatamente!

Non ci scoraggiamo, e proseguiamo di lato fino a raggiungere il lato nord, che tra l'altro, offre una migliore visuale. Per noi abituati alle vere bellezze architettoniche storiche, la vista della White House non suscita grande emozione, se non per il significato che essa rappresenta a livello mondiale.

Ritornando verso sud per proseguire verso i vari memoriali notiamo che il parco è stato riaperto: forse c'era stato un falso allarme sicurezza.

Questa zona è dedicata ai memoriali dei personaggi di spicco nella storia degli Stati Uniti: Lincoln, Jefferson, Martin Luther King, nonché al ricordo di tutti i soldati americani morti in guerra: Vietnam, Corea, Seconda guerra mondiale.

Riprendiamo l'auto e ci spostiamo verso Arlington, dove ha sede il Pentagono. Qui il parcheggio antistante è un po' labirintico, tant'è che non si capisce bene come muoversi per raggiungere il 9/11 Memorial. Questa incertezza provoca la reazione della polizia... vediamo avvicinarsi una pattuglia e subito dopo una seconda che con la sirena ci intima di fermarci. Ci ammoniscono per il fatto di non esserci fermati 3 secondi allo STOP all'interno del parcheggio!

Dopo questo contrattempo un po' bizzarro, finalmente troviamo l'ingresso del 9/11 Memorial: un parco nel quale si trovano 184 panchine corrispondenti a ciascuna delle vittime dell'attentato, suddivise per anno di nascita, a partire dalla più giovane (del 1998).

Giornata intensa, la stanchezza di questi giorni di esplorazione cominciano a farsi sentire; dopo una cena presso un Whole Foods sulla via per Frederick, rientriamo in hotel assonnati.


31/08/25 Domenica Washington

Oggi dedichiamo la giornata alla visita dei musei: si trovano tutti nell'asse Washington Monument -Capitol Hill e fanno parte del complesso museale Smithsonian, che offre accesso gratuito, tutti i giorni dell'anno. Noi iniziamo con gli Archivi Nazionali, dove sono raccolte la Dichiarazione di Indipendenza, la Costituzione e il Bill of Rights (con i suoi 14 emendamenti).

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Il Museo della Storia d'America (National American History Museum)  si rivela davvero interessante e coinvolgente. Degna di nota la sezione relativa ai trasporti.

Per ultimo visitiamo il National Art Gallery Museum. Anche questo è una rivelazione, sia per la maestosità dell'edificio che lo ospita, sia per le opere esposte: fra tutti Monet, Renoir, Van Gogh, Seurat.

Salutiamo Washington al tramonto.

A cena ci concediamo ottimi hamburger e fish&chips in un pub di Frederick, il Brewers Alley.



01/09/25 Lunedì (labour day) Lancaster

Per raggiungere Lancaster da Frederick ci vogliono circa 2 ore, quindi partiamo con calma.

Attraversiamo la campagna, alcuni campi da golf, e alcune cittadine storiche, con le loro chiese di varie confessioni religiose. In ogni paesino ce ne sono almeno due (tra metodista, luterana, presbiteriana)

Lancaster è una città conosciuta per ospitare una delle più estese comunità Amish, popolazione di origine svizzera che vive di agricoltura seguendo le antiche tradizioni, senza elettricità ne altro tipo di agevolazioni moderne. Ne visitiamo un villaggio a titolo esemplificativo, prettamente turistico, che però lascia bene intendere le regole e il funzionamento di questa comunità. Praticamente un tuffo nel passato e nell'arretratezza.

Tornando verso Frederick ci fermiamo ad ammirare due ponti: un ponte coperto tipo quello del celebre film Madison County's Bridge, e il Veteran Bridge sul fiume Susquehanna.


02/09/25 Martedì Frederick-New York

Ultimo check-out: valigie chiuse e pronte per il rientro in Italia, per il volo da New York previsto per l'una di notte.

Abbiamo quindi tutta la giornata prima di restituire l'auto in aeroporto. Facciamo quindi una sosta a Philadelphia, anche se molto breve, tanto che non riusciamo ad apprezzarne l'essenza. Il centro è piuttosto trafficato, con molti senzatetto seduti o stesi lungo i marciapiedi. Per non parlare della Kensington Avenue che percorriamo in auto per un lungo tratto, sotto il ponte della metropolitana: è definita non a caso la "via degli zombie",  un'altissima concentrazione di persone di ogni età, barcollante, strafatta di droga. Certamente non una bella immagine da ricordare, ma anche questa è l'America.

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Il percorso verso l'aeroporto è molto trafficato, ma scorrevole.  

Non prima di un ultimo saluto a New York al tramonto, dopo aver attraversato il Verrazzano Bridge che si accende di luci: non avremmo potuto immaginare cornice più bella per concludere un viaggio così intenso e ricco di esperienze.


Abbiamo percorso un totale di 2.576 miglia (circa 4150 Km) e attraversato 11 Stati (12 se includiamo l'incursione in Canada!)