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Sardegna del Sud
Sardegna del Sud
31 luglio. C'è un caldo afoso, già di prima mattina qui a Venezia, in partenza per Fiumicino. Dopo un volo di 50 minuti e un'attesa di altrettanti minuti,  la seconda tratta Fiumicino-Cagliari, puntuale. Dall'ambiente climatizzato dell'aereo vengo subito avvolta da un vento caldo "africano" scendendo la scaletta: siamo in Sardegna, è assicurato. Il collegamento più economico aeroporto-porto è garantito dai treni. La stazione è a circa 5 minuti di cammino all'interno dell'aeroporto. Il treno, 2 soli vagoni, assicura la tratta Cagliari Elmas-Cagliari città in circa 7 minuti Il porto è proprio adiacente la stazione e già da lontano si distingue la sagoma e i colori di Ichnusa, la barca che ci accoglierà in questa settimana.  Dopo un pranzo frugale nel primo pomeriggio salpiamo l'ancora e ci dirigiamo verso est. Il vento soffia generoso e la barca risponde filando liscia e veloce, almeno 10 nodi. Costeggiamo il golfo di Cagliari, ammirando le curve sinuose del promontorio, punteggiato da una verde vegetazione e da sporadiche  abitazioni, forse delle case vacanza. Il vento non cala neanche al tramonto così decidiamo di raggiungere Mari Pintau, raccolta in una piccola insenatura: qui dovremmo essere più protetti durante la notte. 01 agosto Solo verso mattina  l'onda ha cessato un po'. Durante la notte non ci ha fatto dormire. Dopo un bagno rinfrescante e un'abbondante colazione,  si riparte. Il tempo è splendido,  il vento che ci accompagna gonfia le vele e spinge la barca, si va di bolina.  Ora il profilo della costa comincia a modificarsi.Sullo sfondo le colline più alte, mostrano la roccia rosa; in primo piano le colline ricoperte di macchia mediterranea, ora solcate da rocce, ora da cespugli di fichi d'india. Di tanto in tanto si intravede qualche costruzione, ben inserita nel contesto, e qualche strada sterrata che a zig zag risale la collina. Capo Boi , e poi bagno di fronte alla Spiaggia Cuccureddus  È tempo di ripartire e di continuare a veleggiare lungo questo magnifico tratto di costa sarda. Dietro Capo Carbonara, meravigliosa successione di casette o resort perfettamente incasonati nella roccia, si staglia il profilo dell'Isola dei Cavoli, con il suo classico faro a righe bianche e blu.  Secondo tramonto sul mare 02 agosto  La baia è silenziosa e, per la prima volta dallo sbarco in Sardegna, il vento è cessato, rallentando l'onda fino a farla appiattire del tutto, permettendo così una notte tranquilla. Il sole è già alto alle 7 di mattina, ma è già uno spettacolo: le rocce sinuose che costeggiano l'isola e si rincorrono lungo i versanti di Capo Carbonara di fronte, sono tipici in tutta la Sardegna. Nonostante la carenza di vento, Ichnusa, con le sue 5 vele (stamattina abbiamo issato anche il Fisherman) ci consente di navigare, con  dolcezza. E prosegue la successione di calette: Cala Giunco sovrastata dalla sua torre nuragica, fino a Punta Molentis. Dopo due bordi, si delinea il profilo dell'Isola di Serpentara. Solo un paio di gommoni in sosta per un tuffo nelle acque cristalline, e gettiamo l'ancora, giusto di fronte alla torre aragonese di San Luigi.  La pace dei sensi. Attrezzatura da snorkling alla mano, e via per un bagno ristoratore, anzi, direi una serie di bagni. Pranzo all'ombra del tendalino, una partita a Burraco,  e si parte per una nuova veleggiata,  circumnavigando Serpentara. La navigazione continua, fino a quando, verso le 18, si giunge oltre il promontorio di Cala Sinzias. La barca rallenta e già in fase di manovra, ancora prima di fermarci definitivamente, veniamo avvolti da un vento caldo, come se ci si fosse aperta la porta di un forno: questa sensazione continua per tutta la sera, ma non toglie nulla alla bellezza del luogo: un nuovo incantevole tramonto ci aspetta: 03 agosto Il mare è una tavola stamattina. I pesci, sotto la barca, invitano ad una bella nuotata, quello che ci vuole per svegliarsi! Un vero paradiso, che vita ragazzi! Purtroppo è tempo di risalire in barca e di riprendere il viaggio di ritorno. E appena issate le vele si parte. Pareva non ci fosse vento, ma Ichnusa,con le sue vele, sembra chiamare il vento a comando, concedendosi così una nuova e tranquilla veleggiata. Qualche bordo tra Cala Pira, di nuovo l'isola di Serpentara, Punta Molentis, fino a raggiungere Cala Giunco: ma che cosa è successo? Cosa sono queste grida, questa confusione? Non siamo più abituati alla civiltà,  e qui c'è una spiaggia lunga e bellissima piena di turisti e bagnanti che come noi godono di questo spettacolo della natura. In serata dobbiamo rientrare in marina a Villasimius per ricarica di acqua e batterie motore. Ne approfittiamo per una lunga doccia (come si sa in barca l'acqua è un bene particolarmenre prezioso, e fin'ora le doccette serali di poppa erano molto esigue). 4 agosto  Caldo, caldissimo già di prima mattina. Una puntatina al market della marina per rimpinguare la cambusa e finalmente lasciamo il porto di Villasimius.  Il mare è piatto e non c'è vento, e ben presto ci rassegnamo ad accendere il motore. Un motore silenzioso,  comunque, e soprattutto ecologico, senza odore di gasolio, fa filare la barca lungo il tratto di costa da Villasimius a Cuccureddus, fino a Capo Boi, dove, al largo della spiaggia di Sa Ruxi, gettiamo l'ancora, impazienti di tuffarci in acqua, unico refrigerio da questa tremenda calura. Qui la fauna marina si colora di qualche specie differente rispetto alle occhiate argentee a cui eravamo abituati. Ci sono dei pesciolini neri con la coda sdoppiata,  e branchi di altri pesci rigati. Davvero notevole. Il caldo è opprimente, soprattutto nel primo pomeriggio, bagnarsi è d'obbligo per non essere sopraffatti dal caldo. E bagnarsi in queste acque cristalline è un piacere "al quadrato". Qualche ora tra un bagno e l'altro, fino a quando un leggero scirocco sembra alzarsi,  così tentiamo di ripartire fiduciosi di affrontare una nuova veleggiata. Purtroppo ben presto le vele cedono e siamo costretti a ricorrere al motore. Ormai è l'ora di trovare una baia tranquilla in cui passare la notte, e scegliamo Cava di Usai. Siamo l'unica barca a godersi qui il tramonto. Una brezza leggera accompagna la cena e il dopo cena, in totale relax, con la sola luce della luna e del fascio alterno del faro sull'isola dei Cavoli. 05 agosto Una vacanza come questa, in barca a vela, permette di vivere la natura e di capire la sua immensità. Come siamo piccoli di fronte alla furia degli elementi: il mare, il vento, quando si scatenano, ci fanno sentire tanto piccoli. Quella che ieri sera era una dolce brezza, di quelle che conciliano il sonno, stanotte si è tramutata in un forte vento. Le pale eoliche della barca han cominciato a girare vorticosamente, le cime a sbattere, le vele contro gli stralli sibilavano nel vento. Il tutto sotto una luna piena e un cielo stellato. Ora, all'alba, tutto è ritornato alla normalità, e il vento caldo, filtrando sotto coperta, risveglia l'equipaggio. Bagno rinfrescante e via, si riparte per la circumnavigazione dell'Isola dei Cavoli, per risalire verso Villasimius,  Capo Boi, Solanas, fino ad arrivare in una caletta, raggiungibile solo dal mare, denominata "Cala Macchinetta". La roccia a strapiombo sul mare; il mare con mille sfumature d'azzurro. Alcune imbarcazioni, prevalentemente gommoni, sono già presenti,  ma non disturbano la quiete che questa baia suscita.  Pranziamo insieme a degli amici incontrati qui. Ichnusa, nota marca di birra prodotta in Sardegna,  facilita il contatto umano, poiché chiedere e offrire una birra è il primo approccio per fare nuove amicizie,  in questi giorni c'è ne siamo resi conto molto bene; diciamo che con la nostra barca, non si è mai passati inosservati. Lasciamo quest'ultima caletta per rientrare verso Cagliari, non prima di aver ritrovato le spiagge di Torre delle Stelle, Cala Regina, e non senza aver invidiato i proprietari di quelle villette fronte mare, perfettamente incastonate, come dei gioielli, tra la roccia e la vegetazione. Ma quale invidia? Dopotutto siamo noi quelli fortunati che si stanno godendo le meraviglie di questa regione, e vorremmo che questa settimana non finisse mai. Invece, domani ahimè si tornerà  in città.  Anziché rientrare subito al porto di Cagliari, però, lo skipper ci concede un'ultima notte in rada: Sella del Diavolo. Un'alta scogliera bianca, dalla quale volano i cormorani fino a scendere giù a pelo d'acqua, mentre ci immergiamo per l'ultimo bagno in questo mare. 6 agosto Alle 8 del mattino lasciamo Sella del Diavolo e con un'ultima, silenziosa, malinconica veleggiata rientriamo in porto.

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